lunedì 28 maggio 2012

Toccare le nuvole, Philippe Petit

Qualche anno fa ho letto questo libro: "Toccare le nuvole". In copertina un uomo vestito di nero che poggia un piede su un cavo posto ad un'altezza considerevole - perché lo sfondo è sgranato e piccolo - e sulla destra si scorge una torre, un grattacielo. Quell'uomo è Philippe Petit, un funambolo francese che nel 1974 attraversò i 60 metri fra le Twin Towers (le Torri Gemelle di New York) su un cavo teso fra i due grattacieli. Un pazzo.


Il libro e il film Man on wire (2008) - trasmesso ieri da Rai5 - raccontano di questa impresa incredibile, di completa dedizione e concentrazione rispetto a un sogno, quello di Petit, nato ancor prima che le Torri fossero erette. Prima di questa impresa delle Twin Towers il funambolo aveva attraversato i campanili di Notre Dame nella sua Parigi (1971) e poi e cime dei piloni nord dell'Harbour Bridge di Sydney due anni dopo (1973).


La parte migliore del libro e del documentario e quando Philippe, arrestato dopo l'impresa, rimane perplesso rispetto all'unica domanda che gli viene fatta: "Perché?". Una domanda tipicamente americana, spiega lui: "Ho fatto una cosa sognante, un'esperienza unica e mi chiedete una cosa pratica: perché?"



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